Reggio Calabria – Continuano a creare polemiche le file disordinate e pericolose fuori dalla celebre Gelateria Cesare, una delle mete più ambite dai golosi reggini e dai turisti in città. Ma questa volta qualcosa si è mosso: a sollevare il caso è stato Gionatan Scappatura, 24 anni, che nella tarda serata di ieri ha chiamato la polizia locale per segnalare una situazione che da tempo crea disagio e potenziali rischi.
Erano le 23:40 quando Gionatan, notando l’ennesima folla ammassata senza controllo nei pressi dell’ingresso della gelateria – e in prossimità della rotatoria stradale – ha deciso di contattare le autorità. Le file, infatti, secondo il Codice della Strada, non solo ostacolano il passaggio pedonale, ma rappresentano anche un serio pericolo per la viabilità.
“C’erano decine di persone ferme in strada, come se nulla fosse. Nessuno a gestire la fila, nessun addetto, nessuna segnalazione”, ha riferito Gionatan. “Se un’auto perde il controllo in curva o affronta male la rotonda, potrebbe travolgere qualcuno. Anche un bambino. Certo, può non succedere. Ma se succede?”
La Polizia Locale ha promesso un intervento dopo la mezzanotte – circa 20 minuti dopo la segnalazione – e, stando a quanto riportato da testimoni, pare che l’intervento ci sia effettivamente stato. Poco dopo, le file si sono ricomposte in modo ordinato sul marciapiede, evitando di invadere la sede stradale.
La denuncia di Gionatan non è passata inosservata, generando un acceso dibattito tra residenti e frequentatori della zona. Il giovane ha posto una questione non solo di sicurezza, ma anche di equità:
“Tutti i negozi devono rispettare le regole. Non è giusto che solo perché si tratta della Gelateria Cesare, amatissima da tutti, si chiuda un occhio. Il rispetto delle norme dovrebbe valere per tutti.”
Pur riconoscendo l’eccellenza del gelato offerto da Cesare, molti cittadini chiedono maggiore responsabilità da parte degli esercenti e un coordinamento più efficace da parte delle autorità, per evitare che una serata di piacere possa trasformarsi in tragedia.
