Infantino e la cittadinanza dell’ipocrisia
Oggi Gianni Infantino ha ricevuto la cittadinanza onoraria da parte del comune di Reggio Calabria. Un gesto simbolico che, per noi di Times, stride con la realtà e con la memoria di chi ama davvero il calcio.
Durante la cerimonia, il presidente della FIFA ha espresso rammarico per la presenza della Reggina in Serie D, promettendo impegno e supporto per riportarla “nella massima categoria”. Parole altisonanti, ma tardive. Perché la domanda è semplice: dov’era Infantino quando la Reggina veniva condannata all’oblio sportivo?
Nel silenzio assordante di chi avrebbe potuto, ma non ha voluto intervenire, un club con oltre un secolo di storia è stato scaricato senza appello. Nessun appello alla giustizia sportiva, nessun gesto concreto. Solo oggi, a giochi fatti, si versano lacrime di circostanza e si offrono promesse di cartapesta.
Quella di oggi non è stata una festa del calcio, ma un teatrino diplomatico. La cittadinanza onoraria? Un titolo che avrebbe dovuto premiare chi ha realmente difeso la dignità del nostro sport. Non chi è rimasto a guardare mentre la Reggina veniva spinta giù.
E allora, caro Infantino, grazie per le parole. Ma noi, come tanti tifosi, non dimentichiamo i silenzi.
