REGGIO CALABRIA: ACQUA RAZIONATA DALLE 17 ALLE 6 — I CITTADINI AL LIMITE DELLA SOPPORTAZIONE
Docce impossibili, servizi igienici inutilizzabili e bollette che continuano ad arrivare puntuali: una vergogna che dura da anni
Reggio Calabria – In molte zone della città, tra cui l’area dello stadio Granillo, l’acqua viene a mancare ogni giorno dalle ore 17 fino alle 6 del mattino successivo. Una situazione che si ripete da anni e che sta esasperando migliaia di famiglie, costrette a organizzare la propria quotidianità attorno a un bisogno primario che dovrebbe essere garantito sempre e a tutti: l’accesso all’acqua potabile.
Il paradosso è evidente: mentre l’acqua scompare dai rubinetti ogni pomeriggio, le bollette continuano ad arrivare regolarmente, come se il servizio fosse garantito 24 ore su 24. “È una vergogna”, commenta un residente della zona stadio. “Dopo una giornata di lavoro non possiamo nemmeno farci una doccia. C’è chi non riesce nemmeno a usare il bagno. Eppure paghiamo tutto come se l’acqua ci fosse sempre”.
Le cause della crisi idrica in città sono complesse e stratificate nel tempo: una rete idrica vetusta e colabrodo, investimenti spesso insufficienti, sprechi, carenza di manutenzione e una gestione dell’acqua che da anni mostra segni di inefficienza strutturale. L’acqua che viene prelevata da sorgenti e pozzi si disperde in gran parte prima ancora di arrivare nelle case, con percentuali di perdita che in alcune zone superano il 50%.
Chi ha la responsabilità di questa situazione? È una domanda a cui non è semplice rispondere, ma è evidente che chi avrebbe dovuto garantire il diritto all’acqua potabile ha fallito. La gestione del servizio idrico integrato coinvolge il Comune, la Regione, gli enti di bacino e, in molti casi, anche aziende partecipate pubbliche. Ma quello che ai cittadini interessa è una sola cosa: avere acqua, soprattutto nelle ore in cui è più necessaria.
Il disagio non è solo fisico ma anche psicologico e sociale. In un territorio già martoriato da disservizi e precarietà, l’assenza d’acqua diventa simbolo di un degrado inaccettabile in una città europea nel 2025. E mentre si discute, si rimanda e si promette, i cittadini continuano a vivere in condizioni da terzo mondo.
È tempo che le istituzioni locali e nazionali affrontino con serietà l’emergenza idrica a Reggio Calabria. Non servono più parole, ma interventi concreti e urgenti. L’acqua è un diritto, non un lusso.
