LE FORZE DELL’ORDINE DANNO RAGIONE A TIMES: NON SI PUÒ VENDERE COSÌ!

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Vende senza licenza nonostante la multa: il paradosso degli abusivi sul corso

Nei giorni scorsi, il reporter Gionatan Scappatura ha documentato una scena ormai tristemente abituale sul corso principale della città: venditori abusivi che, senza alcuna autorizzazione, occupano il suolo pubblico per commerciare merce di ogni tipo.

Dietro questa pratica, spesso giustificata in nome della povertà o della necessità, si nasconde però un problema più profondo: quello della legalità violata e della disparità di trattamento tra chi rispetta le regole e chi, invece, le ignora.

La vicenda emersa è emblematica. Solo il giorno prima, la polizia locale aveva multato un cittadino sorpreso a vendere merce illegale, procedendo al sequestro dei prodotti. Tuttavia, a distanza di appena ventiquattr’ore, lo stesso soggetto si è ripresentato nello stesso punto, riprendendo indisturbato la propria attività abusiva.

È stato ancora una volta Gionatan Scappatura a segnalare e documentare l’accaduto, denunciando pubblicamente una situazione che mette in difficoltà sia le forze dell’ordine sia i commercianti regolari.

Ed è qui che sorge la domanda: è giusto giustificare chi, nel nome della povertà, infrange la legge?
Mentre molte attività reggine vengono sanzionate e persino chiuse per un’insegna fuori posto o per l’occupazione non autorizzata di pochi metri di suolo pubblico, chi vende abusivamente sembra poter agire senza conseguenze concrete.

La legalità non può essere “a due velocità”. La povertà e la crisi economica vanno affrontate con politiche sociali e strumenti di inclusione, non con l’indifferenza verso chi infrange le regole. Perché, se la legge non vale per tutti, allora smette di valere per chiunque.
Ieri la polizia locale ha dato ragione a Times, sequestrando la merce.

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