LA SORELLA DEL DIRIGENTE CONSIGLIO VINCE IL CONCORSO AL COMUNE

Concorso al Comune di Reggio Calabria: la sorella di un dirigente comunale tra i vincitori, e non sarebbe l’unico caso

È un dato di fatto: la sorella di un dirigente comunale in servizio presso il Comune di Reggio Calabria ha vinto un concorso pubblico bandito dallo stesso ente.
Una circostanza che sta attirando l’attenzione di molti cittadini e che alimenta un dibattito sempre più acceso sul tema della trasparenza nelle selezioni pubbliche.

Chiariamo subito un punto fondamentale: non esiste alcun divieto di legge che impedisca ai parenti di dirigenti comunali di partecipare e vincere un concorso pubblico. Finché le procedure si svolgono nel rispetto delle regole, la vincita è legittima. Nessuno, quindi, afferma che il concorso sia stato truccato o che vi siano state raccomandazioni.

Tuttavia, secondo diverse segnalazioni giunte alla nostra redazione, non si tratterebbe di un caso isolato. Sempre nello stesso concorso, infatti, avrebbero ottenuto l’assunzione anche altri soggetti legati da rapporti di parentela con dirigenti comunali e assessori, ovvero con persone che lavorano all’interno dell’ente o che fanno politica nel Comune di Reggio Calabria.

Ed è a questo punto che sorge una domanda legittima, che molti cittadini si stanno ponendo:
è solo una coincidenza che, nell’ultimo concorso pubblico, siano entrati diversi familiari di chi già lavora al Comune o di chi ricopre ruoli politici nell’amministrazione cittadina?

Ribadiamo ancora una volta: non stiamo parlando di reati né di favoritismi accertati. Ma quando il numero delle parentele diventa rilevante, la questione non può essere liquidata con superficialità. In una città che chiede da anni meritocrazia, chiarezza e pari opportunità, la percezione di imparzialità è fondamentale.

Proprio per questo riteniamo necessario che l’amministrazione comunale garantisca la massima trasparenza: rendendo pubblici criteri di valutazione, punteggi, composizione delle commissioni e modalità di svolgimento delle prove. La trasparenza non danneggia nessuno, anzi tutela sia l’ente che i vincitori stessi.

Negli ultimi giorni, inoltre, registriamo un clima di tensione attorno a chi si limita a raccontare questi fatti. Ricordiamo che la libertà di stampa e di espressione è sancita dall’articolo 21 della Costituzione e nessuno può impedirci di riportare notizie vere e verificabili o di porre domande di interesse pubblico.

Alla sorella del dirigente comunale e agli altri vincitori va comunque un augurio di buon lavoro, selezionati – come previsto – per merito e competenze. Ma ai cittadini va data una risposta chiara, perché solo la trasparenza può dissipare dubbi e ristabilire fiducia nelle istituzioni.

Noi continueremo a raccontare i fatti, senza paura e senza pregiudizi. Perché informare non è un crimine, è un diritto.

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