Reggio Calabria, i tapis roulant restano chiusi ma diventano… una discoteca fantasma
REGGIO CALABRIA – Chiusi ai cittadini, inutilizzabili da mesi, ma ora animati da musica ad alto volume: è l’ultima, surreale trasformazione dei tapis roulant di Reggio Calabria, una delle opere pubbliche più discusse della città. Nati per agevolare il collegamento tra il centro e le zone del lungomare, oggi sembrano trasformati in una vera e propria “discoteca fantasma”, con casse attive e musica dance che risuona in uno spazio… vuoto.
A segnalarlo sono stati alcuni turisti, incuriositi dal rumore proveniente dall’interno delle strutture chiuse. Nessun ingresso consentito, nessuna indicazione per i passanti, ma l’impianto audio – incredibilmente – sembra funzionare perfettamente. Un’anomalia che sta rapidamente diventando simbolo di un paradosso tutto reggino: infrastrutture costose, finanziate con fondi pubblici, completate da anni ma spesso non accessibili, malfunzionanti o completamente abbandonate.
I tapis roulant, progettati come soluzione innovativa per il trasporto urbano pedonale, sono invece diventati l’ennesima occasione mancata. Dopo i problemi strutturali, le lunghe chiusure per manutenzione e le promesse di riapertura mai mantenute, ora la situazione si arricchisce di un nuovo elemento grottesco: la musica che suona all’interno di locali deserti, chiusi al pubblico e spesso ignorati anche dagli stessi cittadini.
Non mancano le polemiche. «È una presa in giro», commenta un residente. «Noi non possiamo usarli, ma sembra che dentro si stia tenendo una festa. A chi serve questa musica?». Una domanda più che legittima, soprattutto alla luce del fatto che l’intero impianto continua a rappresentare un costo fisso per il Comune, tra manutenzione, sorveglianza e gestione tecnica.
Nel frattempo, i turisti osservano perplessi. Alcuni si fermano, altri fanno video e foto. I più informati ricordano che l’opera, nata con buone intenzioni, è finita più volte al centro delle cronache per ritardi, malfunzionamenti e disservizi. Oggi, l’aggiunta della colonna sonora – senza pubblico – completa il quadro.
