Si chiude ufficialmente Talk Sport, la trasmissione di Radio Antenna Febea condotta dai Baccellieri. Una notizia che segna la fine di un programma seguito da molti, ma che arriva dopo una lunga serie di polemiche e vicende che hanno alimentato un clima sempre più acceso.
Noi di Reggio Times siamo da sempre dalla parte della libertà di informazione, di stampa e di opinione. Tuttavia, la libertà di espressione non può mai trasformarsi in un pretesto per offendere, denigrare o, peggio ancora, arrivare a minacce che, secondo quanto emerso, sarebbero state ritenute di particolare gravità.
È importante chiarire un aspetto: la decisione di chiudere la trasmissione non nasce da un’imposizione esterna, ma da una scelta maturata dagli stessi protagonisti. Non si tratta, dunque, di una voce libera “silenziata” da qualcuno, ma di una conseguenza legata a una vicenda che ha visto per anni toni spesso molto duri e attacchi rivolti contro chi non condivideva le loro posizioni.
Esiste un vecchio detto che recita: “Chi è vittima del proprio male, pianga sé stesso.” Una frase che, per molti, sembra richiamare quanto accaduto. Per anni i Baccellieri hanno rivolto critiche e attacchi molto pesanti nei confronti di numerosi protagonisti della vita pubblica reggina, tra cui l’assessore Massimo Ripepi, ma anche verso molte altre persone che si sono trovate al centro delle loro trasmissioni.
Il confronto democratico è fondamentale, ma deve sempre svolgersi nel rispetto delle persone e dei limiti imposti dalla legge. La critica, anche aspra, è un elemento essenziale della democrazia; diverso è invece trasformare il dissenso in una sistematica delegittimazione di chi ha opinioni differenti.
La chiusura del programma rappresenta quindi un momento di riflessione per tutti. Anche chi fa informazione e denuncia temi importanti deve ricordare che il diritto di parola comporta anche responsabilità.
A Reggio Times, che da sempre racconta e denuncia temi delicati, dalla criminalità organizzata ad altre vicende di interesse pubblico, questa notizia lascia inevitabilmente sentimenti contrastanti. Dispiace vedere chiudere uno spazio di informazione, ma è altrettanto doveroso ribadire che il diritto di parola non può coincidere con il diritto di insultare, intimidire o colpire personalmente chi la pensa diversamente.
Saremmo favorevoli anche a un’eventuale riapertura della trasmissione, purché rappresenti davvero un nuovo inizio. Ci auguriamo che, in tal caso, cambino i toni e venga abbandonato ogni atteggiamento denigratorio nei confronti di chi esprime posizioni diverse. Se dovessero tornare con uno stile improntato al rispetto, al confronto civile e alla correttezza, non potremmo che accogliere positivamente il loro ritorno.
Alla fine, a prevalere devono essere sempre il rispetto, la legalità e la verità.


