CSOA Cartella, evento del 13 dicembre con messaggi ostili alle forze dell’ordine. Preoccupazione in città: Sindaco e Prefetto informati?
Reggio Calabria – Sta facendo discutere l’evento annunciato per sabato 13 dicembre presso il C.S.O.A. “Angelina Cartella” di Gallico. Le locandine diffuse sui social dal centro sociale contengono slogan e grafiche apertamente ostili alle forze dell’ordine, con riferimenti espliciti a sigle e frasi riconducibili all’antagonismo più radicale.
Nel post ufficiale pubblicato dal Cartella, si leggono passaggi come “disprezzo per ogni autorità”, “contro ogni tentativo di controllo”, “siamo ciò che all’ordine sfugge”, fino ad arrivare a veri e propri riferimenti dispregiativi rivolti a polizia e Digos, presentati come simboli di repressione.
Alla comunicazione testuale si aggiungono le locandine grafiche dell’evento, dove compare la sigla “A.C.A.B.” e la scritta “polizia infame”, accompagnate dall’invito a portare magliette per realizzare stampe serigrafiche con la stessa simbologia.
L’evento, presentato come una festa con musica e aperitivo, è stato immediatamente al centro di polemiche sui social, dove numerosi cittadini hanno espresso indignazione per la natura del messaggio, definito “provocatorio”, “irresponsabile” e “lesivo delle istituzioni democratiche”.
La questione delle telecamere interne
A riaccendere il dibattito è un altro dettaglio segnalato negli stessi ambienti cittadini: il centro sociale, pur dichiarando pubblicamente un totale rifiuto del concetto di “sicurezza” e un’opposizione totale alle forze dell’ordine, è dotato – secondo alcune segnalazioni – di impianti di videosorveglianza interni.
Un elemento che pone interrogativi:
le immagini vengono utilizzate per una sorta di “giustizia interna”, oppure, in caso di episodi problematici, vengono poi consegnate proprio alla polizia che, a parole, viene definita nemica?
Un tema che non è secondario, soprattutto in un luogo che ospita eventi aperti al pubblico, spesso affollati anche da minori.
Sindaco e Prefetto sono stati informati?
Le polemiche hanno portato diversi cittadini a chiedersi se le istituzioni siano già state informate dell’evento.
Il Sindaco di Reggio Calabria e il Prefetto sono le figure istituzionali che, in casi del genere, vengono generalmente messe al corrente di iniziative potenzialmente sensibili per l’ordine pubblico.
Non è ancora chiaro se la Prefettura e la Questura siano già a conoscenza dei contenuti della campagna di promozione dell’evento o se siano stati adottati provvedimenti preventivi.
Una città divisa
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di tensione culturale: da un lato le realtà antagoniste che rivendicano libertà di espressione e autodeterminazione; dall’altro cittadini e operatori che considerano certi messaggi come un attacco diretto alle istituzioni e a chi lavora quotidianamente per la sicurezza pubblica.
Quel che è certo, è che l’evento del 13 dicembre ha acceso un caso che difficilmente passerà inosservato nei prossimi giorni.
