Centrodestra reggino, aria di cambiamento: Cannizzaro convince, Scopelliti appare superato
A Reggio Calabria il dibattito politico nel centrodestra è tutt’altro che fermo. Anzi, nelle ultime settimane si fa sempre più largo una convinzione diffusa tra cittadini, addetti ai lavori e ambienti politici locali: per guidare la coalizione serve una figura capace di portare risultati concreti. E il nome che emerge con forza è quello di Francesco Cannizzaro.
Secondo il sentiment che si respira in città, Cannizzaro viene percepito come l’uomo del fare, tanto da essersi guadagnato il soprannome popolare di “Ciccio porta soldi”. Un’espressione che, al di là dell’ironia, racchiude un giudizio politico preciso: per molti reggini è l’unico esponente del centrodestra che negli ultimi anni abbia saputo attrarre risorse importanti per il territorio. Dai finanziamenti per le infrastrutture al rilancio dell’aeroporto, il suo nome viene associato a interventi concreti e misurabili.
Di segno diverso, invece, la percezione che accompagna Giuseppe Scopelliti. Figura centrale del passato politico reggino e regionale, oggi viene visto da una parte consistente dell’opinione pubblica come un leader che ha già espresso il massimo del suo potenziale. Il suo ritorno sulla scena non sembra suscitare entusiasmo, ma piuttosto riaprire una stagione politica che molti considerano conclusa.
Non si tratta di una messa in discussione del ruolo storico di Scopelliti, ma di una valutazione legata al presente e al futuro della città. Reggio Calabria appare sempre più orientata verso una leadership capace di incidere oggi, nei luoghi dove si decidono risorse, investimenti e strategie, piuttosto che affidarsi a figure percepite come legate a un’altra fase politica.
In questo scenario, Cannizzaro rappresenta per molti una scelta di rinnovamento pragmatico: un profilo ritenuto più credibile a livello nazionale, più ascoltato e soprattutto più utile per portare risultati concreti a casa.
Il centrodestra reggino si trova dunque davanti a un bivio chiaro: continuare a guardare al passato o puntare su chi, oggi, dimostra di saper trasformare il consenso in opportunità reali per la città. E sempre più reggini sembrano aver già scelto da che parte stare.
