Reggio Calabria continua a far discutere la scelta di vedere Massimiliano Merenda candidato nella lista di noi moderati per le prossime elezioni comunali. Una decisione che per molti cittadini moderati rappresenta un segnale politico difficile da comprendere e da accettare.
Il punto che genera maggiore polemica è il percorso politico degli ultimi anni: per lungo tempo Merenda è stato vicino ad un’area politica alleata con il Partito Democratico, condividendo posizioni, scelte amministrative e percorsi pubblici che lo collocavano chiaramente nel campo del centrosinistra. Oggi, invece, lo scenario cambia radicalmente e lo si ritrova in un contesto opposto, vicino ad un’area politica di centrodestra.
È proprio questo passaggio che alimenta il malcontento di una parte dell’elettorato: il problema non è soltanto il cambio di schieramento, ma l’idea sempre più diffusa che in politica le appartenenze ideologiche contino ormai meno del consenso personale e delle convenienze del momento.
Molti cittadini leggono questa scelta come l’ennesima dimostrazione di un fenomeno ormai consolidato: il trasformismo politico. Si cambia posizione, si cambia alleanza, si cambia linguaggio, ma il bacino elettorale personale resta intatto.
A Reggio Calabria, infatti, c’è chi sostiene che oggi pesi più il voto personale, il rapporto diretto, il legame costruito negli anni con amici, conoscenti e reti territoriali, piuttosto che una vera appartenenza politica. È il cosiddetto voto relazionale: quello del compare, dell’amico, della famiglia, della cerchia personale.
Ed è proprio questo che rende il fenomeno ancora più significativo: nonostante le contraddizioni politiche evidenti, molti ritengono che Merenda riuscirà comunque a raccogliere un consenso importante, stimato intorno a diverse centinaia di preferenze personali.
La domanda che molti si pongono è semplice: esiste ancora una coerenza politica riconoscibile oppure ormai conta soltanto la capacità di spostarsi dove il consenso può garantire maggiore spazio?
Il rischio è che il cittadino finisca per percepire la politica come un terreno dove destra e sinistra diventano categorie intercambiabili, svuotate di significato, mentre resta forte soltanto il peso delle relazioni personali e delle convenienze elettorali.
A Reggio Calabria questo dibattito è aperto più che mai, e probabilmente accompagnerà tutta la campagna elettorale delle prossime comunali
(Foto citynow)
