Prezzi shock sul Lungomare di Reggio Calabria: cittadini esasperati, una focaccia e una birra costano 18 euro
Continuano le segnalazioni dei cittadini sui prezzi ritenuti eccessivi nei chioschi e nei lidi del Lungomare di Reggio Calabria. A raccogliere il malcontento è Reggio Times, che nelle ultime settimane ha ascoltato numerose testimonianze di reggini sempre più preoccupati per il costo di una semplice consumazione.
“Ho pagato 18 euro per una focaccia e una birra al tavolo. È una vergogna”, racconta una cittadina esasperata ai nostri microfoni. Una cifra che, secondo molti, non trova giustificazione e che rischia di allontanare residenti e famiglie dai locali della passeggiata più bella della città.
Per il momento scegliamo di non fare nomi, perché il problema sembra riguardare più attività e rappresenta una questione generale che merita una riflessione più ampia. Nessuno mette in discussione il diritto degli imprenditori a lavorare e a ottenere un giusto guadagno, soprattutto in una stagione estiva che dura pochi mesi. Tuttavia, cresce la sensazione che alcuni prezzi siano ormai fuori dalla portata di molte famiglie.
“Siamo arrivati al punto che conviene mangiare a casa”, commenta un altro cittadino. Un pensiero condiviso da tanti reggini che vedono aumentare i costi delle consumazioni e che, di conseguenza, scelgono di rinunciare alle serate sul lungomare.
Reggio Times, il blog che dà voce ai cittadini, raccoglie e rilancia queste segnalazioni con l’obiettivo di aprire un confronto costruttivo tra esercenti, clienti e istituzioni. L’auspicio è che si possa trovare un equilibrio tra le esigenze delle attività commerciali e quelle dei consumatori, evitando rincari che rischiano di penalizzare proprio la clientela locale.
Il Lungomare Falcomatà rappresenta uno dei simboli più importanti di Reggio Calabria e dovrebbe essere un luogo accessibile a tutti. Per questo motivo molti cittadini chiedono maggiore attenzione ai prezzi e una politica commerciale che permetta ai reggini di vivere serenamente la propria città senza dover fare i conti con costi considerati eccessivi.


