Reggio Calabria – Un episodio spiacevole ha messo in cattiva luce la città di Reggio Calabria agli occhi di due turisti tedeschi in visita con il loro camper. I due viaggiatori avevano scelto Catona, un quartiere della periferia nord della città, come punto di sosta per la notte. Tuttavia, al loro risveglio si sono trovati circondati da cumuli di rifiuti abbandonati sul ciglio della strada, proprio davanti al loro mezzo.
Visibilmente sorpresi e indignati, i turisti si sono rivolti ad alcuni cittadini presenti sul posto con una domanda semplice ma tagliente, in un inglese chiaro e diretto:
“Why is there so much garbage in Reggio Calabria?”
(“Perché c’è tutta questa spazzatura a Reggio Calabria?”)
Una frase che pesa come un macigno. Perché non si tratta solo di una lamentela momentanea, ma di una di quelle esperienze che restano impresse nella memoria del viaggiatore e che, una volta tornato in patria, rischiano di trasformarsi in un passaparola negativo. E quando l’immagine di una città viene associata all’incuria e al degrado, le conseguenze sul turismo locale possono essere devastanti.
La situazione della raccolta rifiuti a Reggio Calabria, purtroppo, non è una novità. Da anni cittadini e associazioni denunciano la presenza di discariche a cielo aperto, cassonetti traboccanti e scarso controllo del territorio. Ma quando lo sdegno arriva da chi ha scelto la città come meta turistica, la “figuraccia” assume una dimensione ben più ampia, diventando una ferita all’immagine internazionale del territorio.
Questo episodio dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per l’amministrazione comunale, per gli enti turistici e per l’intera cittadinanza. Perché il turismo non si costruisce solo con i monumenti, il mare e la cucina tipica, ma anche – e soprattutto – con la cura del decoro urbano.
Se non si interviene in fretta e con decisione, il rischio è che episodi come questo non restino isolati. E che Reggio Calabria, nonostante le sue potenzialità straordinarie, venga sempre più esclusa dalle rotte turistiche internazionali.
