Da Viva Maria a Viva il Box: Piazza Duomo e la Festa Ipocrita
A cura di Gionatan Scappatura – Times
Durante quella che dovrebbe essere una celebrazione all’insegna dei valori cristiani — amore, fraternità, giustizia — piazza Duomo si è trasformata in un ring. Altro che festa della Madonna: quello che abbiamo visto è stato uno spettacolo vergognoso.
Otto ragazzi, tutti contro tutti, senza un minimo di rispetto per il luogo, il contesto o le persone intorno. Una vera e propria rissa esplosa davanti agli occhi di decine di cittadini: calci, pugni, spinte, urla, con alcuni giovani a terra e altri che rincaravano la dose. Un’aggressività fuori controllo, una scena più da fight club che da festa religiosa.
Noi di Times ve lo avevamo già detto: questa festa, per quanto bella sulla carta, nasconde un’ipocrisia profonda. La liturgia, i canti, le parole d’amore per il Signore… e poi? Ragazzi che si pestano senza ritegno sotto lo sguardo indifferente di troppi.
Nessuno interviene. Nessuno, nei giorni successivi, si prende la responsabilità di affrontare il problema.
È normale tutto questo? No.
È accettabile che in una festa religiosa si vedano scene simili? Assolutamente no.
Questi giovani — spesso definiti “maranza” — non sono solo un problema di ordine pubblico. Sono il risultato di un vuoto educativo, sociale e morale. Servono soluzioni concrete: centri di formazione, percorsi di rieducazione seri, e lavori socialmente utili per almeno un anno. Perché crescere non significa solo diventare grandi d’età, ma anche responsabili delle proprie azioni.
E mentre alcuni mi hanno criticato per aver definito questa festa “ipocrita”, la realtà mi ha dato ragione.
Una festa che predica amore e finisce a botte, è una festa ipocrita.
Serve coraggio per dirlo, ma qualcuno deve farlo.
Times
