Mario Calipari, prima a sostegno di Ballarino, poi contro Ballarino per fini politici ed elettorali. Adesso, clamorosamente, fa concorrenza al suo “compagno di merenda” radiofonico, Dario Baccellieri, che si candida con il centro sinistra.
Il “misuratore di pressione”, alias dottor Calipari, si candida al Consiglio comunale e lo fa proprio con la lista di Lamberti. Che sia in cerca di visibilità è ormai noto in città: prima presenza quotidiana su Radio Antenna Febea, adesso tenta di avvicinarsi a Lamberti per ottenere un ruolo nella sua realtà televisiva o, comunque, per ritagliarsi uno spazio sempre più centrale nel dibattito pubblico locale.
Perché, alla fine, è di questo che si tratta: visibilità, posizionamento, opportunità.
Calipari va dove gli conviene, e questo appare, agli occhi di molti, come un dato di fatto. Un atteggiamento che nel tempo ha iniziato a far discutere e che oggi, con questa candidatura, diventa ancora più evidente. Il passaggio da una posizione all’altra, spesso in tempi rapidi e su temi rilevanti, solleva interrogativi legittimi sulla coerenza politica e sulla credibilità di chi sceglie di scendere in campo.
E intanto in città le “comiche”, come qualcuno le definisce, non mancano. Tra alleanze che cambiano, dichiarazioni che si rincorrono e candidature che sorprendono, il quadro politico appare sempre più fluido e, per certi versi, difficile da interpretare.
In questo scenario, va però fatta una distinzione: a capitanare il polo c’è Lamberti, figura considerata da molti un politico di esperienza e lungimiranza. Non si tratta, infatti, di una critica nei suoi confronti, anzi: tra i candidati in campo, è ritenuto da diversi osservatori uno dei profili più solidi.
Proprio per questo, la presenza di Calipari nella sua lista suscita ancora più perplessità.
Per noi, infatti, la candidatura di Calipari resta uno scandalo politico e comunicativo. Non tanto per la scelta di candidarsi, legittima in democrazia, quanto per il percorso che ha portato a questa decisione, fatto di cambi di posizione e di narrazioni spesso in contrasto tra loro.
Negli anni, sono stati più volte criticati alcuni consiglieri di minoranza accusati di “andare dove tira il vento”. Eppure, oggi, agli occhi di molti cittadini, sembra che questo stesso comportamento venga replicato proprio da chi quelle accuse le ha sostenute. In particolare, il riferimento è a certi ambienti giornalistici legati a Radio Antenna Febea, dove opinioni e posizionamenti appaiono talvolta mutevoli a seconda delle convenienze del momento.
Resta però una domanda centrale, che prima o poi richiederà una risposta chiara.
Se Lamberti dovesse diventare sindaco, sarà inevitabile affrontare anche la delicata questione della Reggina. Un tema che tocca profondamente la città, i tifosi e l’intero tessuto sociale. E se, in quel contesto, Lamberti dovesse assumere una posizione distante o addirittura contraria a quella di Ballarino, cosa farà Calipari?
Cambierà nuovamente idea?
Si adeguerà alla nuova linea, oppure manterrà una posizione autonoma, dimostrando finalmente coerenza?
È questo il punto cruciale. Perché il problema non è il cambiamento in sé, che in politica può anche essere fisiologico, ma la frequenza e la modalità con cui avviene. Quando il cambiamento diventa sistematico e sempre allineato alla convenienza del momento, allora assume un altro nome.
Si chiama opportunismo.
E, per qualcuno, anche una forma di bipolarismo giornalistico e politico che rischia di minare la fiducia dei cittadini. In un contesto già complesso come quello attuale, forse ciò di cui la città ha più bisogno non sono nuovi protagonismi, ma chiarezza, coerenza e responsabilità.
