Reggio Calabria, esplode il caso “Paolone detto Gas”: polemica nel centrosinistra per le frasi sull’omosessualità
Sta facendo discutere a Reggio Calabria la vicenda che coinvolge Paolo De Stefano, conosciuto sui social e nell’ambiente politico locale come “Paolone detto Gas”, candidato nella lista Reset vicina al sindaco Giuseppe Falcomatà.
Al centro delle polemiche ci sono alcune dichiarazioni pronunciate durante la trasmissione radiofonica “La Zanzara”, condotta da Giuseppe Cruciani, nelle quali il candidato avrebbe espresso giudizi durissimi contro l’omosessualità, definendola addirittura una “malattia”. Parole che hanno immediatamente acceso lo scontro politico e provocato indignazione sui social.
In città il caso è diventato rapidamente argomento di dibattito pubblico. In tanti, soprattutto nell’area progressista, chiedono come sia possibile che un esponente con posizioni considerate da molti omofobe possa far parte di una lista che si presenta come espressione del centrosinistra e che da sempre dichiara attenzione ai diritti civili e all’inclusione.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Attivisti, cittadini e diversi elettori parlano apertamente di dichiarazioni gravi e incompatibili con i valori di rispetto e uguaglianza che una forza politica dovrebbe rappresentare. Sui social sono comparsi centinaia di commenti di protesta, con richieste esplicite di chiarimenti da parte della coalizione e di una presa di distanza ufficiale.
La vicenda rischia ora di trasformarsi in un problema politico per tutto lo schieramento che sostiene battaglia. Il silenzio delle ultime ore, infatti, sta contribuendo ad alimentare ulteriormente le polemiche e le critiche dell’opinione pubblica.
In una fase politica già molto tesa in vista delle prossime sfide amministrative, il caso “Paolone detto Gas” apre inevitabilmente una riflessione più ampia sul livello della classe dirigente locale e sui criteri con cui vengono scelti i candidati. Per molti cittadini, infatti, su temi come il rispetto delle persone LGBTQ+ non dovrebbero esistere ambiguità né giustificazioni.
Adesso l’attenzione è tutta rivolta alle eventuali reazioni ufficiali della lista Reset e dell’area di centrosinistra reggina, chiamate a chiarire la propria posizione davanti a una polemica che continua ad allargarsi di ora in ora.
