ECCO LA VERITÀ SU MAIOLINO, RIPEPI E MILIA

La verità Ripepi Milia e maiolino
L’articolo pubblicato ieri riguardante la litigata è stato rimosso per motivi che al momento non possiamo rendere pubblici. Una scelta fatta con senso di responsabilità e nel rispetto di situazioni delicate che non possono essere esposte ulteriormente.

Reggio Times ha sempre cercato, sin dal primo giorno, di offrire un’informazione libera, plurale e senza condizionamenti politici o personali. Un’informazione che potesse raccontare la città senza padroni, senza ordini di scuderia e soprattutto senza il timore di dire ciò che altri preferiscono nascondere. È questo il principio che ha guidato il nostro lavoro fino ad oggi ed è lo stesso principio che continuerà a guidarlo nonostante gli attacchi, le insinuazioni e le diffamazioni che siamo costretti a subire.

Questa mattina un blog che ringraziamo per aver riportato integralmente una nota riconducibile all’assessore Carmelo Romeo e al sindaco Giuseppe Falcomatà ha pubblicato accuse gravissime nei confronti del nostro blog e della nostra persona. Accuse che non possono passare sotto silenzio, perché quando si prova a screditare un organo di informazione attraverso insinuazioni personali si supera il limite del confronto politico e si entra nel terreno della diffamazione.

Secondo quanto scritto in quella nota, Reggio Times sarebbe un blog “vicino” al consigliere comunale Massimo Ripepi. Un’accusa che viene utilizzata con il chiaro intento di delegittimare il nostro lavoro giornalistico e di far passare ogni notizia pubblicata come il risultato di un presunto disegno politico orchestrato da altri.

La verità, però, è molto diversa.

È assolutamente vero che chi scrive abbia frequentato la comunità di Massimo Ripepi. E non lo abbiamo mai nascosto. Anzi, lo diciamo apertamente perché non abbiamo nulla di cui vergognarci. Ho conosciuto una comunità composta da persone straordinarie, spesso etichettata in maniera vergognosa come una “setta”, definizione che respingo con forza perché completamente falsa e offensiva.

In quella comunità, in uno dei momenti più difficili della mia vita, ho trovato pace interiore, ascolto e sostegno umano. E chi oggi prova ad usare questa vicenda per colpirmi politicamente dimostra soltanto una profonda miseria morale.

Per chi non lo sapesse, infatti, fin da bambino ho subito maltrattamenti da parte di mio padre. Esiste un procedimento penale in corso che riguarda questa vicenda e quindi non si tratta di invenzioni o di racconti costruiti ad arte. È una ferita vera, personale e dolorosa. Una di quelle esperienze che ti segnano nel profondo e che ti portano persino a sentirti in colpa quando dovresti invece trovare il coraggio di denunciare.

Ed è proprio in quel momento che Massimo Ripepi mi è stato vicino. Mi ha aiutato a comprendere che denunciare non significava tradire la famiglia ma difendere me stesso. Mi ha spinto a trovare il coraggio che non avevo. E per questo gli sarò sempre riconoscente.

Questo, però, non significa essere “pilotati”.

Io ho lasciato quella comunità circa diciannove mesi fa per divergenze personali con lui. Divergenze normali, civili, che possono nascere tra due persone adulte. Oggi con Massimo esiste un rapporto di amicizia: ci sentiamo, parliamo, interagiamo come fanno tante persone che si rispettano reciprocamente. Ma da qui a sostenere che lui decida cosa debba essere pubblicato su Reggio Times ce ne passa.

Anzi, se c’è una cosa che Massimo mi ha sempre detto è stata soltanto questa: dire la verità.

Ed è esattamente ciò che continuiamo a fare.

Il centrosinistra, con quella nota imbarazzante, ha invece deciso di usare una notizia pubblicata dal nostro blog per colpire Francesco Cannizzaro e quello che ritiene essere uno degli uomini politicamente più vicini a lui, cioè Massimo Ripepi. Una strategia vecchia, prevedibile e ormai evidente a tutti: quando non si riesce a smentire una notizia, si tenta di screditare chi la pubblica.

Ma c’è un dettaglio che smonta completamente la loro narrazione.

Reggio Times ha pubblicato anche articoli critici nei confronti dello stesso Massimo Ripepi. E il centrosinistra questo lo sa benissimo. Abbiamo raccontato, ad esempio, la vicenda delle sue dimissioni dalla commissione controllo e garanzia a discapito di Milia. Una scelta politica che abbiamo trattato senza alcun timore reverenziale, come abbiamo sempre fatto con chiunque.

E allora viene spontanea una domanda.

Se davvero fossimo un blog “pilotato” da Massimo Ripepi, perché mai avremmo pubblicato articoli critici nei suoi confronti?

La risposta è semplice: perché Reggio Times non prende ordini da nessuno.

Non siamo il blog di un partito. Non siamo il megafono di un consigliere comunale. Non siamo il braccio mediatico di alcuna corrente politica. Siamo una realtà indipendente che prova ogni giorno a fare informazione in una città dove troppo spesso il potere pretende silenzio e obbedienza.

Chi oggi tenta di colpirci probabilmente non sopporta il fatto che Reggio Times sia diventato il blog più seguito della città per visualizzazioni e coinvolgimento dei cittadini. Perché quando un’informazione è libera diventa inevitabilmente scomoda.

Noi continueremo ad andare avanti come abbiamo sempre fatto: raccontando i fatti, dicendo ciò che pensiamo e mantenendo la nostra libertà. Anche quando questa libertà dà fastidio.

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