Reggio Calabria – È scoppiata una vera e propria bufera attorno alla storica coppia radiofonica di Antenna Febea, composta da padre e figlio, noti per i loro programmi di intrattenimento e attualità. A scatenare le polemiche, alcune gravi affermazioni a carattere omofobo, pronunciate in diretta radio dal conduttore padre, che hanno indignato una parte significativa del pubblico.
Dopo giorni di silenzio, la direzione dell’emittente ha preso i primi provvedimenti: il programma non verrà più trasmesso in diretta su Facebook, una decisione che molti interpretano come un tentativo di ridurre la visibilità e sottrarsi al controllo dell’opinione pubblica.
Tuttavia, ad oggi, la radio non ha diffuso alcun comunicato ufficiale di condanna o dissociazione rispetto a quanto accaduto, e non sono state rilasciate dichiarazioni pubbliche da parte della direzione.
Anche il sindacato dei giornalisti è stato contattato affinché prendesse una posizione ufficiale sul caso. Secondo fonti vicine alla vicenda, i rappresentanti si sarebbero dissociati verbalmente dalle affermazioni dei baccellieri durante una telefonata privata, ma hanno scelto di non emettere un comunicato pubblico, lasciando così un vuoto di chiarezza istituzionale che ha sollevato ulteriori interrogativi sulla gestione dell’intera vicenda.
Nel frattempo, si parla di misure più severe in fase di valutazione, compresa una sospensione del programma o addirittura una sua chiusura definitiva, vista la gravità delle parole pronunciate e la violazione del codice deontologico giornalistico, che impone rispetto, equità e responsabilità nei contenuti trasmessi.
Il caso continua a far discutere, anche per l’apparente riluttanza dell’emittente e delle istituzioni di categoria ad assumersi pubblicamente la responsabilità del contenuto diffuso. Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime settimane.
