VOLEVANO DISTRUGGERE CANNIZZARO DENTRO PALAZZO ALVARO LUI PERÒ NON SI PRESENTA, LA SINISTRA IN DIFFICOLTÀ

Doveva essere un confronto istituzionale, di quelli seri e composti, ma nella sede della città metropolitana di Reggio Calabria si stava preparando qualcosa di molto più simile a uno spettacolo con finale già scritto. Il protagonista atteso era Francesco Cannizzaro, ma il colpo di scena è arrivato prima ancora dell’inizio: Cannizzaro non si presenta. E più che un’assenza, a guardare il contesto, sembra una scelta tutt’altro che casuale.

In sala, ufficialmente cittadini. Ufficiosamente, un pubblico tutt’altro che neutrale, con una presenza piuttosto marcata riconducibile al Partito Democratico. Più che un confronto aperto, l’atmosfera ricordava una partita in trasferta con spalti già schierati, pronti a reagire secondo copione.

E il copione, infatti, sembrava già scritto. Se Cannizzaro fosse stato presente, il dibattito avrebbe probabilmente seguito una scaletta prevedibile: prima il tema LGBT, poi Gaza. Più che domande spontanee, una sequenza già pronta, come una playlist che parte sempre allo stesso modo. Non un vero confronto, ma qualcosa di molto vicino a un interrogatorio pubblico, dove l’obiettivo non è capire ma mettere in difficoltà.

A questo punto, chiamarla “trappola” può sembrare forte, ma l’impressione è proprio quella di un contesto costruito più per colpire che per ascoltare. Un invito elegante sulla carta, ma con dinamiche che facevano pensare a uno scenario già orientato, dove chi sale sul palco parte in svantaggio.

Ed è qui che la scelta di non presentarsi cambia completamente la lettura della situazione. Niente polemiche in diretta, niente teatrini, niente applausi guidati. Semplicemente, la decisione di non entrare in un gioco percepito come già deciso.

In politica, non sempre la mossa migliore è rispondere a tutto e a tutti. A volte è capire quando il terreno non è neutrale e scegliere di non partecipare. E, viste le premesse, si può dire senza troppi giri di parole che Cannizzaro ha fatto bene a non andarci.

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